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LA POESIA E' ROBA DA GIOVANI?

La poesia nella scuola italiana, fra testi imparati a memoria e giovani poeti emergenti


di Greta Leviani


«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

e questa siepe, che da tanta parte

dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

spazi di là da quella, e sovrumani…”



“La nebbia agl’irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;


ma per le vie del borgo…”



Quante volte vi sono risuonati nella testa questi versi? Quante lezioni sono servite per impararli a memoria? E quante volte vi hanno chiesto di impararle a memoria?

Già vi immagino tutti in piedi ed impettiti davanti alla maestra che recitate i versi e magari manco sapete cosa significa ciò che avete letto e “studiato”, ma comunque bisogna recitarla e prendere un bel voto!

Ma se la poesia nelle scuole italiane è vista come “una lettura che i ragazzi devono imparare a memoria per sviluppare competenze linguistiche e di memoria” oppure come “un ammasso di sinestesie, metafore, antitesi e climax…” come faremo a spiegare ai giovani che la poesia è anche libertà, piacere e espressione di sentimenti?

All’interno delle mura scolastiche, la poesia, viene purtroppo spesso analizzata e considerata solo sotto il suo aspetto tecnico e strutturale, senza tener conto del sentimento che essa esprime, o della circostanza in cui è stata scritta. E spesso senza conoscere chi l’ha scritta. Questa modalità, a mio parere, grava in maniera incisiva sull’apprezzamento che i ragazzi possono avere nel testo che leggono.

Quanti poeti avete nelle vostre classi? Siete sicuri di conoscerli tutti?

Purtroppo un’altra pecca dell’ambiente scolastico è la “non conservazione dei poeti emergenti” o la “mala conservazione”. Mi spiego meglio:


Molti poeti non nascono solo all’interno dei licei, ma anche all’interno degli istituti professionali (come la sottoscritta) e per questi “poeti maledetti” la vita è ancora più dura, perché mentre nei licei si tende maggiormente ad avere una propensione alla cultura, nei professionali questa cosa accade molto di rado e di conseguenza anche la letteratura è studiata in maniera superficiale. D’altro canto però nei licei (in particolare quelli umanistici) spesso si verifica l’effetto contrario . Cioè, si tende ad imporre uno studio o una passione anche a ragazzi a cui la tematica non interessa, vedi ad esempio la vasta partecipazione delle classi liceali ai concorsi di poesia, grande vantaggio per chi ama la poesia, ma grande svantaggio per chi si trova costretto a parteciparvi, (non accade sempre per fortuna…) o per i poeti emergenti singoli……


Ma allora come possiamo fare in modo che ai giovani piaccia la poesia?

Bhe, innanzi tutto poeti si nasce e non si diventa, la propensione ad una determinata attività è la base di tutto, quindi è giusto coltivare il talento di chi è già predisposto di natura.


Poi, un altro metodo molto efficace potrebbe essere quello di evitare di dedicare interi anni scolastici solo ed esclusivamente all’analisi tecnica della poesia, ed introdurre magari anche l’analisi sentimentale ed emozionale, in modo che l’alunno si senta più legato al testo nel suo significato.


Un’altra possibilità potrebbe essere quella di cercare di creare spunti intellettuali e letterari (anche nei concorsi poetici) rivolti ad un pubblico giovane, magari inserendo anche una giuria giovanile.


Infine, smetterla di sminuire il lavoro del poeta/scrittore, perché è un lavoro a tutti gli effetti ,che comporta sacrifici (parecchi) e soddisfazioni grandissime



Per me la poesia è stata una luce che ha deciso di abbagliarmi la vista e che mi ha trasportata in un bellissimo mondo fatto di emozioni e sentimenti spesso a me sconosciuti, il mio augurio per i giovani lettori è quello di cercare sempre di dare il loro meglio e di non abbattersi di fronte all’ignoranza della gente, chi vorrà entrare nel magico mondo della scrittura poetica si troverà sicuramente davanti ad un percorso tortuoso e a tratti difficile, che richiede impegno e costanza per dare frutti e grandi gioie. Siate stelle che si rigenerano ogni notte, perché la vostra luminosità sarà anche la vostra bellezza (Grazie Ungaretti che con le tue poesie mi dai l’ispirazione per scrivere frasi di impatto).





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