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LE VITE DEI POETI: BLAGA NIKOLOVA DIMITROVA


a cura di Imma Paradiso





Blaga Nikolova Dimitrova in bulgaro Блага Димитрова (Bjala Slatina, 2 gennaio 1922 – Sofia, 2 maggio 2003) è stata una poetessa, scrittrice e politica bulgara, vicepresidente della Bulgaria dal gennaio 1992 al luglio 1993. Figlia di un'insegnante e di un avvocato, Blaga crebbe a Veliko Tărnovo e poi si trasferì a Sofia. Finito il liceo nel 1942, studiò filologia slava presso l'Università di Sofia, i suoi primi componimenti poetici vennero pubblicati nella rivista Bulgarska rěc (Lingua bulgara), nel 1945 la rivista Izkustvo i kritika pubblicò un suo ciclo di poemi. Dal 1962 è redattrice della casa editrice dell’Associazione, dove si adopera per far pubblicare le opere di giovani autori mal visti dalla censura. Nel 1963, dopo il discorso del Segretario del Partito Comunista Bulgaro Zivkov contro gli intellettuali, la casa editrice sospende le pubblicazioni e lei per protesta lascia il lavoro e passa a un’altra casa editrice. Nel 1965 pubblica la sua prima opera, Viaggio verso me stessa. Nel tempo la sua poetica passò da tematiche sentimentali che la portarono a scrivere prevalentemente liriche d'amore ad un maggiore impegno sociale e politico. Convinta antimilitarista si recò per ben cinque volte in Vietnam durante la guerra, adotta una piccola orfana vietnamita e in seguito pubblicherà alcune opere frutto delle sue osservazioni. Dopo il suicidio di Jan Palach e l’invasione della Cecoslovacchia, scrive la poesia Jan Palach, che riesce a far pervenire clandestinamente ai dissidenti di Praga. Gli anni Settanta segnano l’apice della sua produzione poetica, con la pubblicazione di alcuni libri che risvegliano le coscienze dei bulgari. Nel 1975 pubblica i volumi La giovinezza di Bagrian e Giorni neri e giorni bianchi, una sorta di biografia della grande poetessa bulgara Elisavieta Bagrian. Poiché nel testo sono citati autori proibiti dalla propaganda, i libri sono sequestrati e gli autori accusati di “falsificare la storia”. Nel 1981, dopo quattro anni di tentativi, riesce a pubblicare Il volto, una metafora del regime totalitario, nonostante i tagli della censura, il libro viene ugualmente confiscato, duramente condannato dalla critica, e l’autrice accusata di essere al soldo di potenze straniere. Nel gennaio 1992 venne eletta vicepresidente della Bulgaria ma, delusa dalla politica, si dimise nel luglio del 1993 in seguito ai contrasti con il presidente Želju Želev e si ritirò dalla politica dedicandosi completamente alla scrittura. Nel 1992 vinse il Premio Herder. Era sposata con il critico letterario Jordan Vasilev. Morì il 2 maggio 2003. La sua popolarità presso il grande pubblico si deve innanzitutto alla lirica d'amore. L'amore viene vissuto come esperienza concreta e palpabile di vita, il verso è libero e si incentra su un "io" lirico che rifiuta il ruolo sociale per cercare la più segreta femminilità, scoprendone la sensibilità e la sofferenza, il trionfo dello spirito. In tutti i momenti della sua ispirazione Blaga Dimitrova è insieme donna e poeta, trasferendo con forza la vita reale in poesia. Questo non toglie niente all'amore costante per il lavoro, alla sua presenza attiva nel contesto politico-sociale.


IL COMPONIMENTO POETICO:


"A domani"


– A domani! – dici tu e già te ne vai. Con sguardo impaurito io t’accompagno. A domani?… Ma domani è immensamente lontano. Davvero tante ore fra noi si porranno?

Fino a domani per me non conoscerò l’ombra mutevole della tua fronte, il discorso ardente e pulsante della mano, dei tuoi pensieri il fluire segreto.

Prima di domani, se vorrai bere, non potrò essere la tua fonte. Se il freddo ti avvolge – non sarò il tuo fuoco. Se hai timore del buio – la tua luce.

– A domani! – tu dici e parti e non senti nemmeno che non hai risposta. – Al giorno estremo! – mi aspettavo dicessi e rimanessi con me fino al giorno estremo.


COMMENTO CRITICO:


Quanta dolcezza in questi versi, quanta può essere lunga la notte che separa dal domani per chi ama. Domani sembra non arrivare mai se ti manca un volto, una voce, il calore di un abbraccio. Meravigliosa la chiusa, non dire "domani" ma "giorno estremo" e rimani con me fino ad allora.

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