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PIACERE DI CONOSCERTI


di Johanna Finocchiaro








Ciao e benvenuto alla rubrica “PIACERE DI CONOSCERTI”!


Fa come fossi a casa tua: accomodati e pensa a questo spazio come qualcosa di familiare. Parla liberamente, esprimi ed espandi i pensieri; hai l’occasione di far ascoltare la tua voce a un bacino di lettori composto sia da poeti sia da estimatori.

Spero ti divertirai a rispondere a queste 5 domande, che mirano a scavare in profondità nella tua sensibilità.


Ma bando alle ciance, si comincia!


1. IMPOSSIBILE ESIMERSI DALLA PRESENTAZIONE GENERALE.

Chi sei, quanti anni hai, cosa ami e perché, quando hai scoperto che la poesia s’intonava alle tue corde? Hai già pubblicato? Raccontaci tutto!

Sono Pietro Buoso, Pièro in Veneto, Petru Boziescu in Romeno. Ho 21 anni come Sophie Scholl, sono uno studente di lettere e un glossopoieta (un inventore di lingue). Amo intensamente le lingue e il loro campo d’azione: la letteratura. Ho pubblicato a 18 anni un primo libro di poesie intitolato “La Viola e i Violini”; come glossopoieta sono stato fondatore dell’UGI (Unione Glossopoieti Italiani) insieme ad altri tre colleghi. Progetto di dedicarmi anche alla prosa.


2. QUALE CREDI DEBBA ESSERE L’OBIETTIVO DELLA POESIA, OGGI E DOMANI?

Credo che la poesia sia fatica, la fatica di comunicare ma prima la fatica di esternare, creare: azione che comporta sempre una rinuncia; intima e forse poco compresa, soprattutto nella sua bellezza. Il dare vita comprende appunto il “dare”, nel senso di dare via la vita. Il suo obiettivo è l’alterità, sia questa Dio, l’altro, il simile o i lati sconosciuti di noi stessi, il desiderio di raggiungere l’oltre o ancora, semplicemente, di uscire da noi stessi.


3. TI SPAVENTA METTERTI A NUDO O HAI FATTO PACE CON LA PARTE PIU’ OSCURA DI TE STESSO?

In questo sono agostiniano: l’uomo convive necessariamente con il male dentro di sé, lo studiarlo e il metterlo a nudo confessandone l'esistenza è uno dei modi per neutralizzarlo. Ritrovo nelle mie opere, siano esse in forma poetica o no, gli echi dei dissidi, delle contraddizioni e degli impulsi contrastanti che convivono in me ma che mai ho rinnegato né nascosto. Potrei affermare esserci una parte di me che “odio”; tuttavia, quella stessa contribuisce alla parte che amo.


4. PROGETTI PRESENTI E FUTURI.

Intendo pubblicare almeno due prose: due romanzi, di cui uno ancora in preparazione; spero siano solo l’inizio di una più ampia produzione! Intendo anche passare alla poesia in lingua romena e gaelica, questo per il mio amore verso entrambe le lingue e, insieme, un desiderio di affrancarmi dall’Italiano. Ultimamente i miei pensieri sono più celtici che italiani, più romeni che inglesi e il mio cuore mi porta lì.


5. IL VERSO CHE PIU’ TI RAPPRESENTA E PERCHE’ (PREFERIBILMENTE SCRITTO DA TE).

“Do thugas mo ghnúis […] ar an ngníomh do-chim, ‘s ar an mbás do gheobhad.”


Sono tre versi in Gaelico di una poesia di Padraic MacPiarais intitolata “Fornocht do chonac thú”; si possono tradurre: “Ho rivolto il mio sguardo/verso l’impresa inevitabile/e verso la morte che incontrerò”. Sono uno struggente motto di sfida e di determinazione ad affrontare la propria battaglia. A volte mi rappresentano, a volte vorrei lo facessero, ma restano fra i versi a me più cari.


Grazie per essere stato nostro ospite. Presentare e svelare nuove voci è sempre emozionante!

In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti e, infine, la nostra immancabile chiusura:

PIACERE DI AVERTI CONOSCIUTO!





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